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Alimentazione. Le diete pazze
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In clima di vacanze e probabili “abbuffate natalizie” sembra logico parlare di come, passate le feste, si cerchi, in ogni modo di rientrare nelle taglie…
La ricerca di improbabili diete dimagranti o disintossicanti diventa spasmodica.
Questo tipo di diete, sono escluse da riconoscimenti clinici, di fatto, sono chiamate “diete pazze”, generalmente sono sbilanciate, inefficaci, carenti di principi nutritivi e pericolose per l'organismo
Ecco le più note e le ragioni per non seguirle:
Dieta Beverly Hills
Solo frutta per una decina di giorni, con graduale aggiunta di altri alimenti, ma con l'esclusione di alcune combinazioni di alimentari.
E' una dieta sbilanciata, basata su pregiudizi.Comporta seri effetti collaterali quali diarrea, disidratazione, carenza di principi nutritivi.
Dieta Cambridge
Dieta liquida ad elevatissima restrizione calorica (circa 300 calorie al giorno).
Ha un apporto calorico eccessivamente basso. Comporta seri effetti collaterali, simili a quelli del digiuno, che possono nuocere alla salute.
Dieta Atkins
(14% di Carboidrati, 24% di Proteine e il 62% di Lipidi)
Fu creata dal cardiologo americano R. Atkins; i carboidrati sono eliminati totalmente nella prima fase e assunti moderatamente nella seconda.
Squilibrata, ricca in grassi e colesterolo, provoca chetosi e altri seri effetti collaterali. Il calo di peso è dovuta principalmente a perdita di acqua.
Digiuno
Succhi, the, tisane e/o solamente acqua.
Pericoloso, squilibrato, produce solo effetti temporanei. Contrariamente a quanto si pensa non ha effetto depurativo, attiva il catabolismo proteico, abbassa il metabolismo ed inoltre libera le eventuali tossine liposolubili (conservate nel tessuto adiposo) in circolo.
Dieta Mayo
Un pompelmo prima dei pasti per bruciare i grassi.
Assolutamente inefficace, basata sul pregiudizio.
Dieta Scarsdale
(34% di Carboidrati, 42% di Proteine e 24% di Lipidi)
Si deve al cardiologo Herman Tarnower che la ideò per far dimagrire i cardiopatici obesi prima di un’operazione; il dimagramento si ottiene abbinando una dieta ipocalorica (mille calorie circa) al concetto di dieta iperproteica. Non sono ammessi dolci, alcol, amidi, legumi (tranne la soia), latticini, carni e condimenti grassi.
Squilibrata può provocare chetosi e carenze nutrizionali.
Dieta dissociata
Distingue due gruppi di alimenti: proteici (carne, pesce, uova, formaggi etc.) e glucidici (pane, pasta, riso, legumi, patate ecc.) da non associare nello stesso pasto.
Grassi, verdure e spezie appartenenti al gruppo lipidico possono essere addizionate agli altri due.
Squilibrata può provocare chetosi; può indurre carenze di ferro e calcio per riduzione dell’introito.
Dieta monocibo
Ad esempio, soltanto formaggio e banane, uova e pompelmo, soltanto frutta, soltanto minestrone, ecc.
Squilibrata e monotona.
Nella migliore delle ipotesi può essere seguita per breve tempo. Può provocare carenze in principi nutritivi.
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