Una prospettiva più articolata sulla condizione di benessere psicologico è stata elaborata da Carol Ryff (Ryff, 1989), che ha cercato di individuare i criteri che potessero costituire una base il più possibile ampia ed orientare, quindi, la messa a punto di strumenti di misurazione di validità generale.
In tre punti la ricerca sul benessere psicologico:
- Risente di problemi di definizione;
- E’ influenzata da differenti settori della psicologia;
- Solo recentemente è diretta da modelli teorici.
Secondo Ryff i punti da valutare riguardo il benessere psicologico sono sei (Ryff, 1989; Ryff e Keyes, 1995):
- Accettazione di sé, accettazione positivo verso il proprio sé;
- Crescita personale, vedersi in continua crescita;
- Scopo nella vita, sensazione che la propria vita abbia un significato;
- Padronanza ambientale, competenze nel gestire l’ambiente ed utilizzare le opportunità;
- Autonomia, autodeterminazione, indipendenza;
- Relazioni positive con gli altri, fiducia, empatia.
Il confronto dei sei criteri (cfr. cap. 4, par. 3), qui elencati, è stato eseguito (Ryff, 1989) per due gruppi con soggetti americani, adulti ed anziani. Per entrambi i gruppi il criterio più importante si è rivelato il “rapporto positivo con gli altri”; gli adulti hanno evidenziato l’importanza dell’“accettazione di sé” e gli anziani della “capacità di accettare i cambiamenti”.
Chiaramente il limite di questa teoria deriva dal fatto che tali criteri riflettono i valori della classe media americana ed il ruolo della cultura, dell’etnia e della realtà sociale di appartenenza risulta fondamentale e deve essere valutato in maniera indipendente.